29/02/2008
Uno sguardo dall'alto
Nel vicolo dietro al mio ufficio, dove abbiamo un ingresso secondario, abita una vecchina che è solita passare parte della giornata alla finestra. Una finestra che in realtà non è mai completamente aperta, con la tapparella a metà e limitata da una mini ringhiera a mo' di parapetto. In quello spazio angusto è possibile vedere emergere i grandi occhi della vecchina, dal volto scavato dall'età e le tipiche fossette sulle guance di chi, con pochi denti in bocca, probabilmente non si preoccupa nemmeno di indossare la protesi che, immagino, se ne sta riposta sul comodino, in un bicchiere pieno d'acqua. La vecchina se ne sta lì, e guarda il vicolo. Una stradina in cui non accade mai nulla, in cui i pochi passanti sono ormai volti conosciuti perché residenti nei quattro o cinque condomìni che vi si affacciano. Ma lei è sempre lì, e scruta. Chissà cosa pensa! Chissà se nella sua mente frullano ricordi, paure, senso di solitudine, volontà di controllo del territorio sottostante... forse tutto ciò, forse altro, non mi è dato comprenderlo. Non è la prima volta che la vecchina mi rivolge la parola dall'alto, mentre io mi fumo un sigarello davanti al mio ingresso, prima di entrare al lavoro, e quando alzo la testa verso quella voce lontana incrocio quegli occhi attenti ma smarriti, persi in una dimensione del tutto personale e distaccata dalla realtà. Mi piace interagire con lei, mostrandole un sorriso che mi viene spontaneo dal cuore. Mi sembra di vedere i miei nonni quando fanno di tutto per attirare la mia attenzione e ricevere anche solo un sorriso che manifesti la mia presenza. Stamane, appena imboccato il vicoletto come sempre deserto, ho iniziato a udire un suono squillante, quasi di campanelli. Mentre avanzavo, mi sono reso conto che proveniva dalla sua finestra, dove c'era lei che stava facendo colazione appoggiata al davanzale, con in mano un cucchiaio di metallo col quale si portava alla bocca - posso immaginare - la zuppa di pane e caffelatte contenuta in un pentolino anch'esso metallico. Anche mio nonno, fino a quando è stato male l'anno scorso, faceva colazione con una simile zuppa attingendola direttamente dal pentolino in cui l'aveva preparata! Il gesto della vecchina era abbastanza concitato, ecco perché sembrava un suono di campanelli che si diffondeva tutt'intorno... Io mi sono fermato davanti al mio portone e ho acceso il mio sigarello: come sempre, la vecchina ha attirato la mia attenzione, chiedendomi cosa stessero facendo i due individui che, nel frattempo, avevano imboccato il vicolo, percorrendolo mentre controllavano i vari tagliandini esposti sul parabrezza delle auto in sosta. Io le ho risposto che erano vigili che controllavano le auto parcheggiate, e lei, dopo avermi ringraziato per l'informazione con un rapido ma caloroso movimento del capo, si è ritirata nella sua abitazione. Ma so che tra poco - forse già ora - tornerà a scrutare dall'alto della sua finestra quel vicoletto che, per lei, rappresenta tutto il mondo con cui può interagire. E io sarò sempre felice di rispondere ai suoi richiami.
22:59 Scritto da: fac.co | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Ciao,Dado ,buona domenica!Il tuo post mi piace ,indica un'attenzione verso quell'età che di solito è misconosciuta e considerata inutile. In fondo siamo diretti verso quella a grandi marce ,ammmesso che ci arriviamo. Corinina
Scritto da: Corinina | 02/03/2008
Ciao tesoro e complimenti per il blog! Ti volevo chiedere se mi chiami in uff. 0515875461 oppure se mi scrivi a info@emkey.it che ho bisogno urgente!!!!
baci miki
Scritto da: Micaela Morganelli | 18/03/2008
Passata una bella Pasqua? Spero di si :)
Un abbraccio!
Fa
Scritto da: Fabio | 25/03/2008
Un cordiale saluto. Corinina
Scritto da: Corinina | 31/03/2008
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